Eccomi qui, sono arrivato finalmente. No, non svegliarti amore, non voglio disturbarti. Che bei capelli che hai, è come infilare il naso in un campo di grano accarezzato dal vento. Non coprirti Amore, non devi sentire freddo, sono qui io per scaldarti. Puoi sentirmi? Puoi sentire il mio fiato sul collo? Non svegliarti, la notte è appena iniziata. Sono arrivato tardi, lo so, ma adesso sono qui per restare, per starti accanto ogni notte, accarezzarti il viso, guardarti dormire. Non svegliarti amore, lasciami stare ancora qui con te, al sicuro. Non aprire gli occhi, non guardare com’è brutto il mondo fuori, il dolore che c’è appena oltre la soglia lasciamolo lì. Stai qui con me al riparo dalla luce, nel buio che nasconde le ferite, le mie ferite. Restiamo così per sempre, tu placido nel tuo sonno e io qui, modellato per aderire ad ogni tua ansa, ad ogni tua cellula. Restiamo così per sempre, nella pace del tuo letto, lontano da chi ci ha negato di poter essere felici, lontano da chi ci vede colpevoli solo di ciò che muove il Sole e le altre stelle. Ci hanno detto che si può amare solo ciò che è nato diverso da noi, e io ti sono diverso. Tu alto, bello e forte. Io invece mi sento così piccolo, così fragile che il cuore mi va in frantumi al solo immaginare una brezza leggera. Ti sono così diverso, allora perché m’impediscono di amarti? Ho creduto davvero di poter cambiare il mondo, te lo giuro, ma ho scoperto che fatico a cambiarmi i vestiti la mattina. Il mondo è troppo pesante per le mie spalle, mi ha schiacciato il petto fino a soffocarmi. Mi hanno detto che sono sbagliato, che il mio cervello non funziona, che sono malato nella testa. Ho urlato la mia innocenza, colpevole solo di amare ogni fibra del tuo essere. Mi hanno condannato senza appello, sentenza passata in giudicato. Mi hanno condannato a starti lontano, a non vederti, non chiamarti, a non pensarti. Hanno buttato via la chiave di una prigione mentale di cui non ho trovato la porta. Ma adesso sono qui, puoi sentirmi? Dicono che si ami con tutto il cuore ma sono stronzate. Non si ama che con l’anima, ed è questo di cui io ti faccio regalo, la mia anima per sempre. Hanno voluto dirmi per chi doveva battere il mio cuore e ce l’avevano quasi fatta. Per cosa batte un cuore svuotato dall’amore? È come quell’albero che cade in una foresta disabitata, nessuno può sentirne il rumore. Così ogni battito non porta vita, ma solo sangue tiepido, solo agonia. Ho riempito la vasca di acqua calda, ho preso il rasoio. Non ho sentito dolore, non preoccuparti. Ho pensato solo a quando sarei potuto arrivare da te, nel silenzio della notte, al tuo fianco. Ho guardato il sangue che iniziava a mescolarsi con l’acqua, due liquidi diversi che si fondono fino a non potersi più dividere. È quello che avrei voluto per noi due. Non ho sentito dolore, solo un po’ di freddo, solo il cuore che piano piano rallentava, come una macchina quando si alza il piede dall’acceleratore. Ho lasciato in quella vasca tutto il dolore, l’ho sentito fluire piano dalle vene per lasciare spazio solo all’essenziale, a quella mia anima che è nata sbagliata, che è nata per amare te. Quando suonerà il telefono, quando ti diranno, quando saprai promettimi di non odiarmi, non potrei sopportare anche il tuo, di odio. Ti prego non giudicarmi, non pensare a nulla, quando ti sveglierai. Io volevo stare accanto a te ma era l’unico modo che mi hanno lasciato.
La notte è appena iniziata