Fenomenologia delle ragazze single

Le ragazze single possono essere suddivise in due categorie: quelle single per scelta e quelle single per scelta degli altri. Manco a dirlo la seconda categoria conta quasi il doppio degli esemplari della prima. Partiamo con un rapido identikit:

LA SINGLE PER SCELTA

La SPS è un animale tendenzialmente solitario , attacca a suo dire solo per difesa, salvo l’utilizzo del suo diabolico veleno “acido zitellico” che paralizza all’istante la preda. I suoi periodi di richiamo alla riproduzione possono trasformarsi in lunghe depressioni o dare luogo alla versione puttanone dell’animale. Ci troveremo nell’ultimo caso di fronte ad una predatrice senza scrupoli, armata di cinismo, rossetto e femminismo da osteria. Il suo motto sarà “solo sesso” e pur di non innamorarsi si farebbe murare viva. La leggenda narra di un animale che un tempo fu ferito in amore e che ora si cimenta nel ruolo della xena dei rapporti sentimentali.  La sua credibilità è pari solo a quella di Martina Stella come attrice drammatica.

LA SINGLE PER SCELTA DEGLI ALTRI

La SPSDA si contraddistingue per il perenne occhio lucido e l’anulare sinistro sempre a portata del suo futuro ed immaginario promesso sposo.  Ora si potrebbe aprire una parentesi sulla relatività del concetto di futuro, ma qui si parla di zitelle, non di filosofia. Siamo pur sempre persone rispettabili per Giove. Tornando a noi, la SPSDA non perderà nemmeno un istante per raccontarvi il suo amore naufragato, il modo totalizzante in cui ha sempre creduto nella sua storia più lunga (circa centosessanta ore pausa di riflessione compresa), la devastante delusione che ha seguito la fine ma, soprattutto, il sorprendente modo in cui ne è uscita ed è pronta a rifarsi una vita. Per esempio con te. Esatto, con te. Perché la SPSDA si metterebbe anche col tombino di casa sua se questo l’amasse. Perché per lei l’amore è vocazione, lei fa meno selezione all’ingresso di un bagno pubblico. Si narra che siano state le prime SPSDA ad insegnare alle api l’arte del “volare di fiore in fiore” pur di trovare un fiore.  Ora tu, che sei un attento lettore, troverai della analogie tra la SPSDA e la SPS puttanone. Bravo, hai ragione. Solo che dimentichi un dettaglio, e questo dettaglio è l’Amore. Ricordi? Il puttanone single per scelta si strapperebbe il cuore senza anestesia pur di non innamorarsi, la single per scelta degli altri venderebbe sua madre per un “ti amo” trovato in un biscotto della fortuna scaduto.

Ora ritengo che questo articolo sia troppo privo di senso per lasciarlo qui a mezz’aria come un prosciutto in stagionatura. Per questo ho deciso di trarre delle conclusioni d’influenza kantiana con un retrogusto tutto aristotelico senza per questo togliere una nota hegeliana. Nella vita non importa se sei single per scelta tua o degli altri, perché ci sarà sempre un comune denominatore, ci sarà sempre qualcosa che ci lega nel profondo dal profondo, non cesserà di esistere il collante di tutti gli esseri umani fragili e forti, sani o feriti, bianchi o neri, gialli o rossi. C’è qualcosa che va al di là di ogni razzismo, di ogni credenza, religione, superstizione, di ogni nonna e del suo brodo di pollo il sabato sera, di Carlo Conti abbronzato anche all’otto Dicembre, della pioggia appena uscita dal parrucchiere. È quella forza che ci unisce, che ci fa soffrire, che fa nascere famiglie, che, in fondo, fa girare il mondo: quella cosa è senza dubbio il sesso.

2 pensieri su “Fenomenologia delle ragazze single

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