Rewind

Abbiamo sempre sottovalutato il perdono. No non il perdonare gli altri e i loro errori, no. Io intendo perdonare noi stessi, che è cosa ben più difficile. Quante volte ti guardi allo specchio e inizi a pensare “se, ma se, forse in fondo io potevo… forse ecco avrei potuto”. Quante volte, alla fine, ci siamo dati più colpe di quelle che avevamo? Cosa c’è in noi che non va se l’altro ad un certo punto dice basta? Se un giorno non ti ama più, se un giorno si gira e se ne va?

Certo nessuno di noi è un santo e ognuno ha i suoi difetti, ma forse bisognerebbe saper semplicemente dire “è andata così”. Se finisce la chimica non significa sempre che siamo diventati peggiori, che siamo delle merde ed è solo colpa nostra. A volte capita, semplicemente.

 A volte succede che chiudi gli occhi e nei tuoi sogni non c’è più lui. A volte succede che nei tuoi baci non ci sia più amore. Però ecco che senso ha colpevolizzarsi sempre? Cercare ad ogni costo di aggiustare le cose, di ricominciare e sperare che questa volta vada tutto bene? Di focalizzarsi solo sui litigi, sulle urla, sui pianti da sola alle tre di notte?

 Apri la mano, lascia andare il passato prima che la corda a cui hai legato i tuoi torti ti trascini a fondo. Tieniti i bei ricordi, pensa al primo bacio, alla prima cena a casa sua, a quella volta in cui hai abbassato le luci e ti sei lasciata andare. Pensa a quando ti ha rapita e ti sei dimenticata del resto del mondo per quarantotto ore, a quando ti ha detto che eri così bella da togliere il fiato. 

Perché certo forse sarebbe potuta andare meglio, ma nessuno ha ancora inventato la macchina del tempo e il tasto rewind esiste solo nelle canzoni di Vasco Rossi.

Perché in fondo può succedere che il tuo sbaglio più grande sia continuare a rimuginare sulla parola di troppo, sul silenzio che non hai saputo rompere, sullo sguardo che non hai saputo alzare.

Un giorno toccherai la ferita e sentirai che non fa poi così male, che tutto continua esattamente come prima, che il vuoto al tuo fianco non saranno i tuoi sensi di colpa a riempirlo, bensì i tuoi sorrisi.

Una mattina mentre ti starai lavando il viso, mentre avrai tutta la schiuma sugli occhi, scoppierai a ridere e dirai “certo sarebbe potuta andare meglio, ma è stata comunque una figata”.

Una sera prima di addormentarti, penserai che semplicemente può capitare.

Che tu t’innamori,

che lui ti ami,

che tu te ne vada,

che tu ti perdoni.

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